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	<title>Svedesi Dentro</title>
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	<description>il portale di chi si sente svedese nell&#039;animo</description>
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		<title>Lezioni di svedese su Skype</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 08:14:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>NattisM</dc:creator>
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		<category><![CDATA[cultura svedese]]></category>
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		<description><![CDATA[Ciao a tutti! Ho visto in bacheca che c&#8217;è dell&#8217;interesse per i corsi di lingua svedese. Io sono madrelingua svedese e  lavoro come insegnate e traduttrice. Per chi è interessato di fare un corso individualmente, impartisco lezioni su Skype. Se interessati mi potete contattare tramite mail: translating@tiscali.it oppure tramite tel. 349-8270503]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao a tutti!</p>
<p>Ho visto in bacheca che c&#8217;è dell&#8217;interesse per i corsi di lingua svedese. Io sono madrelingua svedese e  lavoro come insegnate e traduttrice. Per chi è interessato di fare un corso individualmente, impartisco lezioni su Skype.</p>
<p>Se interessati mi potete contattare tramite mail: translating@tiscali.it oppure tramite tel. 349-8270503</p>
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		<title>Studiare a 15 anni a Stoccolma</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 07:41:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rosario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Salve a tutti, da poco trasferito a Stoccolma con la mia compagna e pensavo di far salire mio figlio di 15 anni che frequenta quest&#8217;anno la prima superiore, quindi dovrebbe fare il seconda, tenendo conto che e&#8217; molto bravo in Inglese (non perche&#8217; l&#8217;Italia sia brava ad insegnarlo) ma solo perche&#8217; e&#8217; stato diverse volte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Salve a tutti, da poco trasferito a Stoccolma con la mia compagna e pensavo di far salire mio figlio di 15 anni che frequenta quest&#8217;anno la prima superiore, quindi dovrebbe fare il seconda, tenendo conto che e&#8217; molto bravo in Inglese (non perche&#8217; l&#8217;Italia sia brava ad insegnarlo) ma solo perche&#8217; e&#8217; stato diverse volte in Inghilterra&#8230;&#8230;desideravo sapere da qualcuno se e&#8217; possibile iscriverlo e quindi continuare gli studi qui a Stoccolma e in che maniera&#8230;.indirizzi, uffici a cui rivolgersi, associazioni, altro. Grazie a chi rispondera&#8217;.</p>
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		<title>Trasferirsi a Stoccolma</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 07:18:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio747kzv</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Salve a tutti, sono Fabio, mi sono appena iscritto&#8230; volevo avere alcune info riguardo alla ricerca di lavoro e casa a Stoccolma in questo attuale momento. Sono stato in questa splendida città ad Agosto del 2009, adoro con tutto me stesso l&#8217;Europa del Nord, sopratutto  Stoccolma. Il mio Grande desiderio è quello di avere un futuro in questo meraviglioso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Salve a tutti, sono Fabio, mi sono appena iscritto&#8230; volevo avere alcune info riguardo alla ricerca di lavoro e casa a Stoccolma in questo attuale momento. Sono stato in questa splendida città ad Agosto del 2009, adoro con tutto me stesso l&#8217;Europa del Nord, sopratutto  Stoccolma. Il mio Grande desiderio è quello di avere un futuro in questo meraviglioso paese&#8230; magari un giorno insieme a mio figlio. Aspetto con impazienza una vostra risposta&#8230;vorrei partire il prima possibile, avevo pensato appena dopo il 15 Maggio 2012.</p>
<p>Grazie a tutti per la vostra collaborazione&#8230;a presto&#8230;</p>
<p>Fabio</p>
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		<title>La storia del giardino dei ciliegi</title>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 11:28:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauron</dc:creator>
				<category><![CDATA[Inviati a Stoccolma]]></category>
		<category><![CDATA[Ciliegi]]></category>
		<category><![CDATA[Kungsträdsgården]]></category>
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		<description><![CDATA[No, non mi sto riferendo alla tragicommedia di Čechov, ma al giardino dal quasi impronunciabile nome di Kungsträdgården, nel cuore di Stoccolma: Venne creato nei primi anni del 1700 come giardino botanico e come orto per rifornire il vicino palazzo reale. Da lí deriva il suo nome, kungs significa &#8220;del re&#8221; e träds-gården significa &#8220;giardino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img class="alignnone size-full wp-image-3025" title="ciliegi" src="http://www.svedesidentro.it/wp-content/uploads/2012/05/ciliegi.jpg" alt="" width="470" height="175" /></p>
<hr />
<p style="text-align: left;">No, non mi sto riferendo alla tragicommedia di Čechov, ma al giardino dal quasi impronunciabile nome di Kungsträdgården, nel cuore di Stoccolma:</p>
<p style="text-align: left;">Venne creato nei primi anni del 1700 come giardino botanico e come orto per rifornire il vicino palazzo reale. Da lí deriva il suo nome, <em>kungs</em> significa &#8220;del re&#8221; e <em>träds-gården </em>significa &#8220;giardino degli alberi&#8221;. Ovviamente nel corso dei secoli é cambiato, si é evoluto, ed ha passato alterne fortune.</p>
<p style="text-align: left;">Da poco piú di dieci anni é stato ristrutturato, e diviso in grossomodo quattro zone: la parte più a sud é un&#8217;aiuola fiorita con siepi, statua di supporto ai piccioni e barettino con tavolini all&#8217;aperto. Poi una zona alberata con grossi salici e una fontana circondata da cigni, poco piú a nord uno spazio aperto con un palcoscenico permanente e una grossa fontana che d&#8217;inverno si trasforma in pista di pattinaggio.</p>
<p style="text-align: left;">Ma la zona piú popolare é senza dubbio la parte nord, in cui una bassa &#8220;vasca&#8221;  é fiancheggiata da quattro file di ciliegi.</p>
<p style="text-align: left;">La vasca d&#8217;inverno é vuota e funziona come spazio aperto per stand ed esposizioni d&#8217;estate offre il suo palmo d&#8217;acqua a bimbi e uccelli e porta frescura alle persone sedute sui suoi gradini. Sotto gli alberi la gente passeggia, <a href="http://www.flickr.com/photos/mauronb/2459278350/">gioca a scacchi </a> oppure curiosa fra i padiglioni di diverse iniziative temporanee, come i mercatini di Natale di Dicembre.</p>
<p style="text-align: left;">Ma il vero appuntamento imperdibile é la fioritura dei ciliegi: per una sola settimana all&#8217;anno, prima ancora di mettere foglie, gli alberi creano una cupola rosa che fa sorridere tutte le persone che vi passano sotto. Non é solo uno spettacolo botanico, é un simbolo della primavera che arriva, delle prima giornate in cui ci si può godere le panchine e il sole sul viso, e chi abbia passato piú di un inverno qui sa a cosa mi riferisca. Il fatto che nessuno possa predire con esattezza quando fioriscano, lo rende ancora più importante, nel mese di Aprile ci si chiede &#8220;ma sei passato da Kungsträdgården?&#8221; &#8220;I ciliegi a che punto sono?&#8221; &#8220;oh, accidenti, nevica ancora, poveri ciliegi di Kunsgträdgården!&#8221; e cosí via.</p>
<p style="text-align: left;">Proprio per compiere  uno di questi &#8220;turni di guardia&#8221; l&#8217;altro giorno mi sono trovato con amici per fare una passeggiata nel giardino, e vi ho incontrato inaspettatamente il mio amico Gilbert, venuto a fare fotografie. Gilbert si era intrattenuto in chiacchiera con una signora che si godeva il sole e osservava compiaciuta le persone ed i ciliegi, scattando fotografie, coperta da una vistosa sciarpa verde.</p>
<p style="text-align: left;">Dopo le presentazioni di rito vengo a conoscenze del fatto che questa signora, che si chiama Clara Von Rettig, é una delle persone che ha suggerito e realizzato i filari di ciliegi. Urbanista, artista, architetto delle luci e anche attrice in un film del 1988 (&#8220;Det finns för lite indianer&#8221;), nel 2000 ha saputo che i piani per la ristrutturazione del giardino comprendevano in questa zona un&#8217;ampia spianata di cemento, dato che i tigli che c&#8217;erano in precedenza erano tutti moribondi a causa dell&#8217;inquinamento del terreno.</p>
<p style="text-align: left;">Gli accordi con i fornitori erano giá stati presi, e il budget già assegnato, per cui pareva proprio non ci fosse nulla da fare. Clara si é messa in movimento e ha trovato una soluzione che, pure mantenendo la pavimentazione, permettesse di avere un po&#8217; di verde. Stilato il progetto dei filari di ciliegi, si é presentata in piazza con un grande arco di rami fioriti di ciliegio. I passanti potevano acquistare un rametto e contribuire cosí alla raccolta fondi. Il budget fu cosí salvo, i fornitori contenti, ma il giardino ha potuto avere questo tocco di verde&#8230; e di rosa.</p>
<p style="text-align: left;">Clara negli ultimi venti anni ha lavorato in quasi tutti i settori artistici della città, e c&#8217;é lei dietro al sistema di illuminazione del <a href="http://photoimagine.wordpress.com/category/globen/" target="_blank">Globen</a> o all&#8217;illuminazione dei <a href="http://www.visualphotos.com/image/1x7778404/buildings_in_a_city_lit_up_at_night_hotorget" target="_blank">grattacieli bianchi di Hötörget</a> in cui lavoro, cosí come a dibattiti su qualità e quantità dell&#8217;illuminazione di strade e giardini.</p>
<p style="text-align: left;">Tempo addietro realizzò delle aiuole fiorite nella conosciutissima <em>plattan</em> , ovvero la piazza a triangoli bianchi e neri ai piedi della <em>Kulturhuset</em>.</p>
<p style="text-align: left;">In questa pagina potete vedere alcune fotografie delle sue opere: <a href="http://culturehall.com/artwork.html?page=2649" target="_blank">http://culturehall.com/artwork.html?page=2649</a></p>
<p style="text-align: left;">Clara quel pomeriggio si stava godendo i frutti del suo lavoro, ovvero tutti i sorrisi che anno dopo anno sbocciano insieme ai fiori di ciliegio. Eclettica come tutti gli artisti, si spostava di panchina in panchina, fermandosi a chiacchierare con gente di tutto il mondo, e discutendo di ambiente, di come i fiori portino gentilezza, di consapevolezza ambientale e di filosofia. Discutendone tanto appassionatamente che in effetti é stato difficile trovare il modo di finire la conversazione e di proseguire la nostra passeggiata! Tanto per screditare il luogo comune di svedesi timidi e taciturni <img src='http://www.svedesidentro.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: left;">Sará piacevole, ogni volta che passeggerò sotto gli alberi, pensare al fatto che persone come Clara e tutte quelle che hanno contribuito a finanziare il progetto dimostrano che é possibile prendere possesso della propria cittá, e creare cambiamenti che possono migliorare la vita di tutti, anche per la durata di un&#8217;effimera esistenza di un fiore di ciliegio.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.boffardi.net/wp-content/uploads/2012/04/kg.jpeg"><img src="http://www.boffardi.net/wp-content/uploads/2012/04/kg.jpeg" alt="" width="320" height="240" hspace="20" /></a></p>
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		<title>Uguaglianza e crescita: ecco la Svezia senza crisi</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Apr 2012 14:11:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Svezia VS Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel 2010 è stata l’economia che è cresciuta di più in tutta Europa. Il welfare è un modello, i servizi efficienti, l’università gratuita. Le tasse sono alte, ma lo Stato usa bene i soldi dei contribuenti e l’idea è che le disuguaglianze siano ridotte il più possibile. Il paese è aperto ad innovazione e concordia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2999" title="" src="http://www.svedesidentro.it/wp-content/uploads/2012/04/linkiesta.jpg" alt="" width="470" height="175" /></p>
<hr />
<p>Nel 2010 è stata l’economia che è cresciuta di più in tutta Europa. Il welfare è un modello, i servizi efficienti, l’università gratuita. Le tasse sono alte, ma lo Stato usa bene i soldi dei contribuenti e l’idea è che le disuguaglianze siano ridotte il più possibile. Il paese è aperto ad innovazione e concordia fra le parti sociali. <strong>Qualche problema c’è, ma la Svezia è un modello</strong>. Da imitare.</p>
<p>«La nostra società è più egualitaria di quella italiana. Anche qui, però, non mancano i ricchi». La voce di Verner Egerland, ordinario di lingue romanze presso l’Università di Lund, è rilassata. Si capisce che è in un momento di riposo. Raggiunto al telefono da Linkiesta, parla dall’arcipelago di Stoccolma, dove «il mare non è molto salato: la foresta arriva quasi sino all’acqua». Italianista, il professor Egerland parla con franchezza della sua patria: la Svezia, che nel 2005 un autorevole columnist de The Guardian ha definito “la società più di successo che il mondo abbia mai conosciuto.” «Sono nato nel 1966. Ho trascorso l’infanzia e la gioventù in Svezia, fino agli anni Ottanta. Poi, per larga parte degli anni Novanta, sono stato in Italia, a Firenze, e sono tornato qui nel 1999. E al mio ritorno ho trovato una società molto cambiata. – racconta Egerland – Oggi la Svezia è molto meno egualitaria rispetto a vent’anni fa. Negli ultimi vent’anni, e soprattutto negli anni Novanta, si sono create significative differenze sociali». Sia chiaro: la Svezia non è una giungla liberista. Tutt’altro. Le diseguaglianze sono ben più accentuate in Italia. O in Francia, Regno Unito, Spagna e, in misura minore, Germania. In un mondo dove il divario tra ricchi e poveri si allarga, la classe media svedese regge. Tuttavia molte cose sono cambiate dai primi anni Novanta, quando il regno precipitò in una profonda crisi, con il Pil in calo per tre anni consecutivi.</p>
<p><strong>Oggi lo Sveriges socialdemokratiska arbetareparti (SAP), il partito socialdemocratico, è debole. </strong>Primo ministro è il conservatore Fredrik Reinfeldt, al potere dal 2006. I giovani tornano a usare il “voi” con gli estranei, e la popolazione urbana conduce uno stile di vita sempre più “americano”. Gli svedesi credono ancora in valori come l’uguaglianza e la solidarietà. Tuttavia li coniugano, più che in passato, con maggior efficienza e dinamismo economici. I risultati si vedono. Nel 2010 la nazione dell’Unione Europea con il miglior tasso di crescita non è stata la Germania (+3,6%). O la Finlandia (+3,6%). Neanche la Slovacchia (+4%) o la Polonia (+3,8%). No. L’economia che ha fatto meglio di tutte è stata la Svezia: +5,7%. Certo, l’anno prima il Pil svedese si era contratto del 5,3%: un dato lievemente peggiore di quello tedesco (-5,1%) e italiano (-5,2%). Si trattava però del 2009, quando la crisi dei mutui subprime aveva investito l’Europa, facendo affondare il Pil di Stati ritenuti economicamente di successo come l’Islanda (-6,9%) o l’Estonia (-13,9%). Tra il 2003 e il 2008, secondo le statistiche de The Economist, la crescita media annuale del Pil svedese è stata pari al 2,8%. Più della Germania (+1,8%), del Regno Unito (+2,2%) o degli Stati Uniti (+2,4%). Sono dati che, oggettivamente, colpiscono. «La Svezia mette al primo posto la sua gente». A dirlo è Eric Maskin, Nobel dell’economia 2007. Lo studioso, che Linkiesta ha incontrato a Venezia a dicembre, in occasione dei Nobels Colloquia, trova «molto interessante» che l’economia svedese riesca a crescere più della Germania o del Regno Unito. E infatti da decenni economisti da ogni parte del mondo si recano in Svezia per studiarne il modello economico.</p>
<p><strong>«La Svezia non è stata colpita così duramente dalla recente crisi finanziaria,</strong> in parte a causa delle riforme varate dopo la crisi che ha sperimentato nei primi anni Novanta. – racconta a Linkiesta David Landes. Americano dei sobborghi di Minneapolis, Landes è editor de The Local, quotidiano sulla Svezia in lingua inglese. «Inoltre la rete di sicurezza sociale ha funzionato, impedendo che la distruzione di posti di lavoro riducesse i consumi. Il settore immobiliare, a sua volta, è rimasto forte: qui il valore delle case non ha smesso di salire. Inoltre le aziende stanno continuando a investire e a crescere in vari settori». Nel 2011, secondo le stime (da rivedere al ribasso) del Fmi, il tasso di crescita svedese avrebbe toccato il 4,4%. Quest’anno si parla di oltre il 3,8%, ma si tratta di un dato vecchio di sei mesi, che non tiene conto dell’aggravarsi della situazione economica europea: come ha dichiarato a fine marzo Anders Borg, “miglior ministro delle finanze d’Europa” secondo il Financial Times, quest’anno la crescita della Svezia sarà probabilmente “lieve”. Nel complesso però l’economia del regno funziona. «È vero: in questo momento, nonostante un settore pubblico pesante, l’economia svedese sta facendo abbastanza bene rispetto agli altri Paesi d’Europa – spiega il professor Tommy Bengtsson, del Centre for Economic Demography di Lund – Tuttavia la disoccupazione è piuttosto alta, in particolare tra certi gruppi. Trovare un modo per uscire da questa situazione è molto importante, ma alzare le tasse ed espandere ulteriormente il settore pubblico non sembra la soluzione. Piuttosto dovremmo puntare di più su istruzione e flessibilità, così da poterci adattare in fretta alla competizione internazionale in continuo cambiamento».</p>
<p><strong>I mercati si fidano della Svezia: lo spread tra titoli di stato decennali svedesi e bund di analoga durata si colloca intorno allo zero. </strong>Ancora più ottimista è chi, in Svezia, abita e lavora. È il caso di <strong>Mauro Boffardi</strong>, informatico modenese in un’importante azienda ICT di Stoccolma. «Per quanto riguarda l’economia svedese io sono molto ottimista. – dice a Linkiesta. Da buon emiliano Boffardi è cordiale ed espansivo. Racconta volentieri della sua esperienza di quattro anni in Svezia. «A fronte di un costo della vita simile a quello italiano, e di una tassazione non così diversa, gli stipendi qui sono molto superiori». In Svezia, fa notare Boffardi, gli investimenti pubblici non mancano. «A Stoccolma ci sono cantieri ovunque: dall’ampliamento della metropolitana alla costruzione di un nuovo polo ospedaliero, qui gli investimenti si fanno. E i consumi vanno, la gente è ottimista, i servizi sono davvero validi».</p>
<p><strong>La vita dei genitori, in Svezia, sembra essere meno difficile che altrove. </strong>Lo conferma <strong>Eva Cederholm</strong>, madre di due bambine, e insegnante di svedese e inglese a Uppsala. «Quando tuo figlio è malato puoi rimanere a casa a carico dello Stato. Ciò è consentito finchè il bambino non compie i 12 anni. Ovviamente è meglio che sia il genitore a prendersi cura del figlio malato, piuttosto che affidarlo ai nonni». La Cederholm ha vissuto per qualche tempo in Lombardia.<strong> Attivissima, parla un buon italiano, è membro della redazione di Svedesidentro.it (“il portale di chi si sente svedese nell’animo”)</strong> e dell’associazione italo-svedese Caravaggio. «Da quanto ho capito, le famiglie italiane che hanno traslocato in Svezia o stanno pensando di farlo vengono qui perché in Italia è difficile trovare un equilibrio tra lavoro e famiglia. – racconta – Da voi tutti e due i genitori devono spesso lavorare a tempo pieno, e ogni settimana trascorrono tantissime ore in ufficio. Inoltre l’asilo-nido e la scuola costano molto di più, e non si può stare troppo tempo a casa se si vuole conservare il posto di lavoro».</p>
<div>
<p><strong>Una sanità generalmente di buon livello. Scuole ben finanziate. Sostegno alla famiglia e ai giovani.</strong>Il welfare svedese non piace solo alla piccola e media borghesia. Riscuote un certo consenso persino tra i più abbienti. Nel suo “The Evolution of Modern States” (Cambridge University Press) il politologo Sven Steinmo ha raccolto la testimonianza un alto dirigente della Volvo felice di vivere in Svezia: è vero, negli Stati Uniti si pagano molte meno tasse e gli stipendi sono più alti; ma lì non si torna a casa prima delle sette di sera, ci sono poche vacanze e tempo libero, il college dei figli è un salasso, l’assicurazione sanitaria costa molto. Il welfare universalistico svedese arriva pure nei centri abitati più remoti. Come Funäsdalen, villaggio di poche centinaia di persone in un’area popolata soprattutto da pastori sami. Luisa Trojanis, toscana, vive lì. O meglio: vive a Tänndalen, frazione di 22 anime, tra foreste di betulle e volpi artiche. «Qui puoi davvero vivere a contatto con la natura. Lo scioglimento dei ghiacchi, per esempio, è un evento drammatico e bellissimo». Altrettanto suggestiva è la transumanza delle renne, animale importantissimo per i sami. «Le renne migrano a valle in primavera, ti svegli la mattina e ce ne sono centinaia di fronte a te». Tour operator di frontiera, con la sua RedFox Adventure, la Trojanis propone escursioni nella tundra, pesca sui laghi ghiacciati, giri con slitte trainate dai cani e (d’estate) bagni nelle cascate. «Anche qui a Funäsdalen sei tutelato, abbiamo un presidio medico, e poi c’è l’ospedale a Östersund. – spiega – Se all’ospedale ti fanno aspettare ed è troppo tardi per tornare a casa, ti fanno dormire in un hotel di 4 stelle lì vicino rimborsandoti la notte. Il sistema funziona».</p>
<div></div>
<div><em>Articolo tratto da Linkiesta, scritto da Gabriele Catania</em></div>
<div><em>Leggi il resto: <a href="http://www.linkiesta.it/vivere-in-svezia#ixzz1rppdufG9" target="_blank">http://www.linkiesta.it/vivere-in-svezia#ixzz1rppdufG9</a></em></div>
</div>
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		<title>Aperitivo in lingua svedese c/o The YESchool</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Apr 2012 06:56:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>The YESchool</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ciao a tutti! The YESchool presenta&#8230;. Un aperitivo come non lo avete mai visto, con cocktail e buffet tipico svedese! Dove? Al MUD ART CAFE (Viale Bligny, Milano), l&#8217;unica caffetteria svedese di milano! Dal 15 aprile, una domenica al mese, sarà possibile fare un aperitivo o una fika (caffè con fetta di torta) e conversare con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao a tutti!</p>
<p>The YESchool presenta&#8230;.<br />
Un aperitivo come non lo avete mai visto, con cocktail e buffet tipico svedese! Dove? Al MUD ART CAFE (Viale Bligny, Milano), l&#8217;unica caffetteria svedese di milano!<br />
Dal 15 aprile, una domenica al mese, sarà possibile fare un aperitivo o una fika (caffè con fetta di torta) e conversare con docenti madrelingua svedesi!<br />
Costi:<br />
€ 15,00 &#8211; aperitivo che comprende 1 consumazione (cocktail, long drink, analcoolici, ecc&#8230;) + buffet libero + 1,5 h di conversazione con docente madrelingua svedese<br />
€ 13,00 &#8211; fika che comprende 1 bevanda a scelta tra caffé, the o succo + fetta di torta + 1,5 h di conversazione con docente madrelingua svedese.</p>
<p>Quando? Domenica 15 aprile dalle ore 18,00 alle ore 19,30.</p>
<p>Partecipare è semplicissimo: inviate una mail a <a href="mailto:corsi@theyeschool.it">corsi@theyeschool.it</a> entro e non oltre venerdì con vostro nome, cognome e numero di cellulare!Grazie e a presto!</p>
<p>The YESchool &#8211; Espressioni da vivere</p>
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		<title>Trovare lavoro a Goteborg dall&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 07:40:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lilalala</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ciao! Ho 24 anni e sono di Milano, sogno in un anno o due di andare a vivere Goteborg con il mio ragazzo, anche lui italiano. Esistono agenzie qui in Italia o siti web che permettono di trovare un lavoro a Goteborg già dall&#8217;Italia? E nel caso in cui non ci siano qualcuno che ce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao! Ho 24 anni e sono di Milano, sogno in un anno o due di andare a vivere Goteborg con il mio ragazzo, anche lui italiano.<br />
Esistono agenzie qui in Italia o siti web che permettono di trovare un lavoro a Goteborg già dall&#8217;Italia?<br />
E nel caso in cui non ci siano qualcuno che ce l&#8217;ha fatta a trasferirsi a Goteborg o  Svezia in generale dall&#8217;Italia può spiegarmi pazientemente gli step base che bisogna fare per potersi trasferire lì e dunque anche trovare lavoro? Consigli, informazioni utili..qualsiasi cosa!<br />
Grazie mille!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Food</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Mar 2012 09:13:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabiogoth</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Buongiorno qualcuno sa se la new nordic cuisine e il new nordic food è anche svedese oltre che danese??? grazie a tutti in anticipo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno</p>
<p>qualcuno sa se la new nordic cuisine e il new nordic food è anche svedese oltre che danese??? grazie a tutti in anticipo <img src='http://www.svedesidentro.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Occupazione in Svezia</title>
		<link>http://www.svedesidentro.it/2012/03/informazioni-sulla-svezia-2/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Mar 2012 09:12:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabiogoth</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appunti]]></category>

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		<description><![CDATA[Buongiorno&#8230; - qualcuno sa dirmi un sito dove ci sono le statistiche sull&#8217;occupazione e la disoccupazione in Svezia ?? - qualcuno sa dirmi che leggi ci sono in Svezia per la disoccupazione e occupazione ???, magari anche un sito lusserkatter è in singolare ma in plurale???? garzie mille!!!!;-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno&#8230;</p>
<p>- qualcuno sa dirmi un sito dove ci sono le statistiche sull&#8217;occupazione e la disoccupazione in Svezia ??</p>
<p>- qualcuno sa dirmi che leggi ci sono in Svezia per la disoccupazione e occupazione ???, magari anche un sito</p>
<p>lusserkatter è in singolare ma in plurale????</p>
<p>garzie mille!!!!;-)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Agenzie di traduzione per stage</title>
		<link>http://www.svedesidentro.it/2012/02/agenzie-di-traduzione-per-stage/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 09:34:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>soitex</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appunti]]></category>
		<category><![CDATA[casa editrice traduzione]]></category>

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		<description><![CDATA[Salve a tutti, sto cercando delle agenzie di traduzione alle quali mi piacerebbe proprormi come assistente per effettuare uno stage (non retributo all&#8217;estero). Sapete indicarmi qualche casa editrice o proprio delle agenzie che si occupino di traduzione in Svezia? Grazie per l&#8217;attenzione, Giorgio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Salve a tutti,<br />
sto cercando delle agenzie di traduzione alle quali mi piacerebbe proprormi come assistente per effettuare uno stage (non retributo all&#8217;estero). Sapete indicarmi qualche casa editrice o proprio delle agenzie che si occupino di traduzione in Svezia?</p>
<p>Grazie per l&#8217;attenzione,</p>
<p>Giorgio</p>
]]></content:encoded>
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		<title>informazioni sulla Svezia</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 08:27:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ema87nuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appunti]]></category>

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		<description><![CDATA[Ciao a tutti volevo avere qualche informazione perchè mi piacerebbe passare almeno l&#8217;estate in Svezia. Ho sentito parecchie storie, ad esempio: per i primi 6 mesi lo stato ti paga l&#8217;affitto, che c&#8217;è molta richiesta di lavoro, che i corsi d&#8217;inglese e di svedese sono gratuiti, ecc&#8230;. Volevo sapere se qualcosa era vero o no [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao a tutti</p>
<p>volevo avere qualche informazione perchè mi piacerebbe passare almeno l&#8217;estate in Svezia.<br />
Ho sentito parecchie storie, ad esempio: per i primi 6 mesi lo stato ti paga l&#8217;affitto, che c&#8217;è molta richiesta di lavoro, che i corsi d&#8217;inglese e di svedese sono gratuiti, ecc&#8230;. Volevo sapere se qualcosa era vero o no e poi magari quale città sarebbe meglio andare</p>
<p>Grazie mille</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;irresistibile legge di Gravitonas: Alexander Bard</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 10:18:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio M</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica Svedese]]></category>
		<category><![CDATA[alexander bard]]></category>
		<category><![CDATA[gravitonas]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[pop]]></category>

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		<description><![CDATA[Alexander Bard e’ uno di quei musicisti poliedrici ed eccentrici come non se ne trovano più molti in questi giorni di massificazione e conformismo globale.  Compone, suona, canta, si interessa di filosofia, pensando addirittura di aggiungere, al suo palmares di conferenziere su discipline socio-economiche e sulla rivoluzione tecnologica attuata tramite l’avvento di Internet, quello di seminarista su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2692" title="alexanderbard" src="http://www.svedesidentro.it/wp-content/uploads/2012/01/alexanderbard.jpg" alt="" width="470" height="175" /></p>
<hr />
<p>Alexander Bard e’ uno di quei musicisti poliedrici ed eccentrici come non se ne trovano più molti in questi giorni di massificazione e conformismo globale.  Compone, suona, canta, si interessa di filosofia, pensando addirittura di aggiungere, al suo palmares di conferenziere su discipline socio-economiche e sulla rivoluzione tecnologica attuata tramite l’avvento di Internet, quello di seminarista su complesse questioni filosofiche. L’iter formativo di Bard sembra davvero il vademecum dell’avventuriero di altre epoche. Facciamo quindi un passo indietro e vediamo nel dettaglio chi e’ questo folletto (ingegnosamente folle) del pop svedese.</p>
<p>Terminati i suoi studi di scuola superiore, Bard lascia la Svezia alla volta dell’America e dell’Olanda, dove frequenterà i corsi più disparati, spesso mantenendosi con occupazioni altrettanto inconsuete. E’ ben noto, ad esempio, che per un certo periodo di tempo, Bard sbarcasse il lunario, lavorando, fra le altre cose, per l’industria dell’erotismo. Se si fosse trattato di qualcun altro, probabilmente chiunque altro, sarebbe stato lecito considerare questo suo particolare biografico come il frutto di una scelta opportunistica. Quanti celebri personaggi si sono imposti anche grazie all’immancabile gavetta caratterizzata da foto compromettenti, filmini a luci rosse di terza categoria e quant’altro. Non Bard. Conoscendo meglio la sua figura e il suo mondo fuori dagli schemi, ci si potrebbe facilmente convincere come anche un’attività di sex worker possa  essere rientrata in una sua visione personale, una specie di Weltanschauung che lo potrebbe aver aiutato nel faticoso processo di crescita personale e professionale.</p>
<p>Questo processo continua comunque in patria, dove vi fa ritorno nei primi anni ’80 per fondare il suo primo gruppo, Barbie, e –questa si, cosa inusitata – per studiare economia alla Stockholm School of Economics, una sorta di equivalente scandinavo della LSE di Londra. Durante lo stesso periodo, Bard si avvicina sempre più alla filosofia, il cui studio intraprende, frequentando non solo corsi accademici, ma anche attraverso molte letture personali. Sono gli albori di una nuova fase che lo porterà nel tempo ad abbracciare la religione di Zoroastro! Bard e’ certamente un individuo che non finisce mai di sorprendere. E per rendersene conto, basterebbe anche solo guardare il suo curriculum prettamente musicale. Già, perché quella di Bard e’ stata ed in molti casi e’ tuttora la mente dietro tutti i seguenti gruppi svedesi: Barbie, nominati precedentemente, gli Army of Lovers,  dove si unisce a due altre personalità istrioniche, Jean-Pierre Barda e La Camilla, Vacuum, che alcuni in Italia ricorderanno per essere stati in vetta alle classifiche per molte settimane con il singolo “I Breathe” (correva l’anno 1997…), i Bodies Without Organs, in cui il ruolo di cantante e’ affidato ad un giovane esordiente dalle bionde chiome rifulgenti ed emerso grazie all’equivalente svedese di X-Factor, Martin Rolinski, ed infine l’ultimo progetto creativo a vederlo impegnato, i Gravitonas.</p>
<p>Ecco, nonostante ci sia molta carne sul fuoco ogniqualvolta si voglia discutere dell’inventiva vulcanica di uno come Bard, il quale senz’altro meriterebbe una monografia a parte e non poche righe succinte, credo sia interessante anche solo soffermarsi sull’ultimo dei complessi da lui formati, i Gravitonas. Questo gruppo nasce con una particolarità ben precisa: i loro componenti, sotto l’egida creativa dell’altrettanto talentuoso co-produttore musicale, Henrik Wikström, si rifiutano categoricamente di pubblicare dischi “fisici”, limitandosi soltanto a renderli disponibili in Rete in formato Mp3 o talora anche su iTunes. Questa loro caratteristica gli e’ valsa l’appellativo di essere la prima band Spotify, dal nome del sito musicale, purtroppo non ancora attivo in Italia, fondato dallo svedese Daniel Ek, con il quale Bard e’ legato da una lunga amicizia.</p>
<p>Quello che colpisce subito l’ascoltatore nel primo singolo della band, Kites, è l’intro di chitarra elettrica che introduce la canzone, come a volersi immediatamente distaccare dal formato pop elettronico così sapientemente elaborato e proposto da Bard nel corso degli anni. Con un riff di chitarra, che richiama vagamente alla memoria i Coldplay migliori di “Talk”, sembriamo quasi in procinto di sperimentare un Bard versione rock. Ma questa sarebbe soltanto un’impressione frettolosa. Dopo alcuni accordi di piano, ecco, quasi inaspettata, arrivare la prima patina di elettronica a ricoprire una melodia che decolla soltanto ad un minuto e mezzo dall’inizio. E quando decolla, veniamo subito trasferiti da ambientazioni stile Britpop ad una pista da ballo vera e propria, di ispirazione particolarmente scandinava, caratterizzata com’e’, solitamente, da motivetti facili ma di grande impatto. Gli orizzonti si sono allargati ma i punti cardinali del Bardo svedese sono ancora gli stessi.</p>
<p>Un’altra peculiarità dei Gravitonas e’ che non racchiudono mai i loro pezzi in album di dieci o più canzoni ma preferiscono fare ricorso all’EP, da molti considerato come l’evoluzione naturale del vecchio e ormai quasi superato CD singolo. A differenza di quest’ultimo, però, che originariamente figurava solo la traccia principale e alcuni remix dello stesso e talvolta brani inediti, l’EP presenta esclusivamente materiale nuovo e non a caso si possono considerare come dei mini-LP.</p>
<p>Personalmente ho conosciuto la musica dei Gravitonas, proprio in occasione dell’uscita del loro secondo EP, “The Coliseum”. A spiccare fra le tracce del disco, senza dubbio il primo singolo estratto da quella raccolta: “Religious”. Proprio come Kites, anche Religious veniva accompagnato da un interessante video musicale, nel quale ora Bard vestiva i panni di Freud! Ancora una volta, siamo ingannati da una intro malinconica, nella quale la voce di Andreas si fa strada fra le note di un pianoforte per poi scaraventarci, dopo circa un minuto, nel bel mezzo di un party da discoteca fra l’oompah-oompah del basso e coretti in sottofondo alla Bee Gees degli anni d’oro. In questo pezzo, scopriamo inoltre, anche qualcosa del favoloso mondo di Bard, fatto di idoli, amati, caduti e poi ritrovati in altre forme, di soldati del &#8220;peccato&#8221; (o semplice originalità controcorrente?) che non esitano a rompere le schiere del conformismo imperante, e pertanto di una religione che viene riscoperta seguendo l’unica strada aperta a chi della propria unicità ha fatto una bandiera: l’essere fedeli a se stessi. Solo allora i pensieri suicidi, a cui si fa un breve riferimento in apertura, possono essere archiviati come divagazioni di una mente troppo vivace.</p>
<p>Più recentemente sono da sottolineare l’ottimo “Lucky Star” e la collaborazione internazionale con una stella della scena pop russa, Roma Kenga, in “Everybody Dance”. Dei due, il primo risulta probabilmente più efficace e ispirato, seguendo – non si può che ripeterlo – quella che sembra essere la nuova direzione artistica di Bard nei Gravitonas: mescolare ad arte influssi rock o persino folk  e classicheggianti, anche se spesso solo brevemente accennati, a ritmi pop e dance, degni dei migliori esponenti di questo genere. D’altro canto, con “Everybody Dance”, ricalcando appieno formule già collaudate, i Gravitonas deludono invece le aspettative di chi forse si aspettava, come me, una riconferma di questo nuovo percorso musicale intrapreso da Bard. Ciononostante, mi guarderei dal considerare questo pezzo come un passo falso. Con quell’arrangiamento piuttosto teatrale e un’attenzione particolare al mondo patinato del glamour, i Gravitonas strizzano l’occhio all’eccentricità dell’ambiente gay, sfornando quello che potrebbe diventare un cavallo di battaglia di molte notti all’insegna di una sana e quanto mai auto-ironica trasgressione.</p>
<p>Quale sarà la prossima mossa nella lunga carriera di Alexander Bard ? Un nuovo EP dei Gravitonas o magari un altro progetto portato alla luce dal suo instancabile genio creativo? Difficile anticiparlo ma una cosa e’ certa: Bard e’ davvero il Bardo pop di Svezia e per ora non sembra avere alcuna intenzione di ritirarsi dalla scena musicale. Per fortuna, io vorrei aggiungere.</p>
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		<title>Stoccolma, si o no?</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 08:45:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fuser870</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appunti]]></category>

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		<description><![CDATA[ciao a tutti, Vorrei chiedere a voi un cosa molto importante e, se vorrete aiutarmi, ve ne sarò molto grato!! Questi mesi sto decidendo cosa farò nei prossimi anni, sto decidendo se trasferirmi a Stoccolma dall&#8217;italia, e dato il momento che non permette di fare grandi progetti, di vita e professionali, sto appunto chiedendomi se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ciao a tutti,<br />
Vorrei chiedere a voi un cosa molto importante e, se vorrete aiutarmi, ve ne sarò molto grato!!<br />
Questi mesi sto decidendo cosa farò nei prossimi anni, sto decidendo se trasferirmi a Stoccolma dall&#8217;italia, e dato il momento che non permette di fare grandi progetti, di vita e professionali, sto appunto chiedendomi se abbandonare il nostro paese oppure no, ma avrei bisogno di alcune informazioni, vaghe o precise, sulla vita in Svezia.<br />
Chi volesse aiutarmi in questa avventura, potremmo sentirci qualche minuto via skype, ne sarei molto grato:)<br />
buona giornata a tutti!!</p>
<p>Mauro</p>
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		<title>Corso di lingua svedese</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 13:17:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nutty</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appunti]]></category>
		<category><![CDATA[corso svedese]]></category>
		<category><![CDATA[Genova]]></category>
		<category><![CDATA[videoconferenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono una ragazza neolaureata magistrale (110 e lode) in Lingue e culture moderne per la comunicazione Internazionale di Genova e impartisco lezioni private di svedese nella mia città e/o in videoconferenza Skype. Valentina]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono una ragazza neolaureata magistrale (110 e lode) in Lingue e culture moderne per la comunicazione Internazionale di Genova e impartisco lezioni private di svedese nella mia città e/o in videoconferenza Skype.</p>
<p>Valentina</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un aiuto generale sulla lingua</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 15:46:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bastech</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appunti]]></category>

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		<description><![CDATA[Ciao a tutti, a Febbraio partirò per la Svezia destinazione Karlstad dove resterò per 5 mesi. Nei mesi che mancano alla partenza vorrei cercare di imparare qualche rudimento della lingua e raccogliere il maggior numero di informazioni possibili per trascorrere questi mesi al meglio. Beh ogni aiuto è ben accetto. HEJ!!!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao a tutti,</p>
<p>a Febbraio partirò per la Svezia destinazione Karlstad dove resterò per 5 mesi. Nei mesi che mancano alla partenza vorrei cercare di imparare qualche rudimento della lingua e raccogliere il maggior numero di informazioni possibili per trascorrere questi mesi al meglio.</p>
<p>Beh ogni aiuto è ben accetto.</p>
<p>HEJ!!!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un saluto dell&#8217;Abruzzo</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 18:05:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>plutunello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appunti]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono un ragazzo abruzzese! Libero professionista (Avvocato)! Per la prossima Pasqua 2012 ho prenotato un viaggio insieme ad una amica ed un amico per Stoccolma! Mi piacerebbe saperne di più sulla Svezia perché sono rimasto sempre affascinato dai popoli nordici! Ultimamente ho sentito che Stoccolma è una delle città più belle al mondo  ed a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono un ragazzo abruzzese! Libero professionista (Avvocato)! Per la prossima Pasqua 2012 ho prenotato un viaggio insieme ad una amica ed un amico per Stoccolma!</p>
<p>Mi piacerebbe saperne di più sulla Svezia perché sono rimasto sempre affascinato dai popoli nordici! Ultimamente ho sentito che Stoccolma è una delle città più belle al mondo  ed a misura d&#8217;uomo! Quindi vivere lì appare più consono che vivere in Italia e&#8230;&#8230;&#8230; soprattutto con questa crisi economica e sociale sentita da tutto il popolo italiano! Praticamente sono alla ricerca di una Nazione migliore dove poter vivere in serenità e senza tanto stress! Ciao a tutti!</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Un aiuto &#8220;grammaticale&#8221;</title>
		<link>http://www.svedesidentro.it/2011/12/un-aiuto-grammaticale/</link>
		<comments>http://www.svedesidentro.it/2011/12/un-aiuto-grammaticale/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 13:38:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabiogoth</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appunti]]></category>

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		<description><![CDATA[salve a tutti. Ho comprato da poco il libro di Eugenio Paroli (Grammatica della lingua Svedese) casa editrice Hopeli&#8230;. 1990 E ho trovato alcune strane informazioni ____   Modo indicativo presente jag älskar &#8212;-du älskar&#8212;-han älskar &#8212;vi älska&#8212;- j älsken &#8212;-de älska e tutto questo segue la sua spiegazione grammaticale  (nel libro)  . Ma nel dizionaeio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>salve a tutti. Ho comprato da poco il libro di Eugenio Paroli (Grammatica della lingua Svedese) casa editrice Hopeli&#8230;. 1990</p>
<p>E ho trovato alcune strane informazioni ____   Modo indicativo presente jag älskar &#8212;-du älskar&#8212;-han älskar &#8212;vi älska&#8212;- j älsken &#8212;-de älska</p>
<p>e tutto questo segue la sua spiegazione grammaticale  (nel libro)  .</p>
<p>Ma nel dizionaeio svedese italiano che ho da un po di tempo dice che la 2 persona plurale si dice (vi ) e non ( j ) e che tutti i verbi della prima cognugazione restano invariati.</p>
<p>poi ho trovato scritto (DOV&#8217;è  si dice Hvar)  ma hv non l&#8217;ho mai trovata in svedese bo mistero chiedo a qualunque persona che sa lo svedese di aiutarmi  grazie mille.</p>
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		<title>Danny Saucedo, Heidegger e la Svezia di oggi</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 12:51:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio M</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica Svedese]]></category>
		<category><![CDATA[Daniel Gabriel Alessandro Saucedo Grzechowski]]></category>
		<category><![CDATA[danny saucedo]]></category>
		<category><![CDATA[musica svedese]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2639" title="" src="http://www.svedesidentro.it/wp-content/uploads/2011/11/dannysaucedo.jpg" alt="" width="470" height="175" /></p>
<hr />
<p>Daniel Gabriel Alessandro Saucedo Grzechowski, meglio conosciuto con il piu&#8217; semplice nome d&#8217;arte <strong>Danny Saucedo</strong>, nasce a Stoccolma il 25 Febbraio 1986. Cosi&#8217; esordisce Wikipedia sul conto di questo giovane artista svedese, ancora poco conosciuto al di fuori dei confini nazionali. Ma questo soffermarsi su cenni e dettagli biografici, sulle contingenze del caso che hanno portato una donna boliviana e un uomo polacco ad incontrarsi in Svezia e a dare alla luce un pargolo di talento, puo&#8217; distogliere l&#8217;attenzione da ben altre questioni di maggiore interesse e pertinenza per il nostro caso. Vengono alla mente le parole, senza dubbio provocatorie, del filosofo tedesco Martin Heidegger, il quale nell&#8217;introdurre un seminario su Aristotele, si limito&#8217; a dire che &#8220;egli era nato, aveva vissuto e lavorato per un po&#8217;, e poi era morto&#8221;. Seguendo lo spunto di Heidegger, vorremmo fare altrettanto ed evitare di entrare nella vita di Danny dato che tutto quello che ci dovrebbe interessare e&#8217; solo cio&#8217; che la sua musica ci racconta.</p>
<p>Sembra strano fare questa precisazione  di un cantante che ha esordito &#8211; senza affermarsi - su Swedish Pop Idol nel 2006, programma TV di successo tanto seguito dalle masse quanto dileggiato da molti fra quelli che di musica se ne intendono e ci vivono. Ci sembra gia&#8217; di vedere quest&#8217;ultimi storcere il naso, puntualmente accompagnandovi una frettolosa sentenza senza possibilita&#8217; di appello: Danny? Solo l&#8217;ennesimo prodotto manufatto, impacchettato ad arte e sfornato dalla catena di montaggio dell&#8217;industria del Pop. Del resto, come dar torto ai critici? Quanti fra coloro che si siano affermati in queste competizioni canore offerte in pasto al pubblico televisivo di mezzo mondo e tutte improntate sullo schema ideato &#8211; genialmente- da quel businessman con un fiuto per gli affari sovrumano, Simon Cowell, si sono davvero stabiliti in qualita&#8217; di musicisti? Forse un paio in Gran Bretagna e un numero simile in Italia e Svezia.</p>
<p>Che si possa installare in noi lo stesso sospetto sulla traiettoria artistica di Danny sarebbe quindi del tutto lecito. Basta pero&#8217; dare uno sguardo alle sue pubblicazioni discografiche per accorgersi che questa facile etichetta mal si accorda con la realta&#8217;. Sebbene non si possa dubitare che il primo album di Danny, &#8220;Heart Beats&#8221;, fosse di fatto ben poco &#8220;di&#8221; Danny &#8211; vi sono contenute solo tre canzoni sulle 12 in totale che risultano co-scritte da lui &#8211; si puo&#8217; osservare una progressione gia&#8217; a partire dal suo successivo lavoro, &#8220;Set Your Body Free&#8221;, dove il suo nome compare almeno sei volte nei credits finali. Tale tendenza e&#8217; non solo confermata ma addirittura superata in &#8220;In The Club&#8221;, che fra i tre album sinora pubblicati e&#8217; il piu&#8217; recente cronologicamente parlando. In questo disco, infatti, 6 pezzi su 8 portano la firma di Danny mentre per la prima volta compare una traccia &#8220;In Love With A Lover&#8221;, interamente scritta e prodotta da lui. Siamo chiaramente di fronte ad un artista in crescita professionale, un artista per cui sarebbe stato facile adagiarsi sugli allori del successo televisivo legato a Swedish Idol 2006.</p>
<p>Dal punto di vista prettamente musicale, lo stile improntato da Danny nelle sue produzioni discografiche ricalca per lo piu&#8217; un genere pop dance di facile ascolto e di grande impatto a livello radiofonico. I suoi pezzi in media raramente superano i 3 minuti e mezzo, il che li rende particolarmente radio-friendly, a prescindere dalle programmazioni specifiche delle varie stazioni radio. Si e&#8217; appena parlato di un filone musicale piuttosto generico, quello pop dance, vagamente elettronico, con molty sintetizzatori e poca chitarra, al quale Danny sarebbe aderito. Questa descrizione e&#8217; accurata ma tuttavia ancora piuttosto superficiale. C&#8217;e&#8217; davvero troppa carne sul fuoco quando si parla di &#8220;pop&#8221; e pertanto andrebbe fatto un importante distinguo perche&#8217; dire &#8220;pop&#8221; e&#8217; come non dire niente. Senza entrare nel merito di una discussione su pregi e difetti della cosiddetta &#8220;popular music&#8221;, ci preme solo ricordare che non tutto il pop e&#8217; di per se&#8217; banale, futile, privo di originalita&#8217; e volto unicamente al successo commerciale.</p>
<p>Il rock impegnato dei Radiohead, talora degli U2, e di altri illustri artisti di questo genere, tende ad una denuncia dei mali del mondo, mira a far riflettere il proprio pubblico, spesso in maniera provocatoria. Per contro, chi fa pop viene spesso denunciato come &#8220;sciocco&#8221; ed &#8220;irrilevante&#8221; sul piano culturale proprio perche&#8217; non rientrerebbe nell&#8217;Olimpo rarefatto di chi pratica una sorta di &#8220;correctio morum&#8221;. Ma questi pregiudizi andrebbero messi da parte una volta per tutte. Se tutto il pop fosse stato un effimero e velleitario trionfo della &#8220;leggerezza dell&#8217;essere&#8221; , allora non avremmo mai avuto gruppi musicali pregevoli e longevi quali gli Abba e, in misura minore, gli Ace of Base in Svezia, i Pet Shop Boys in Gran Bretagna, e gli A-ha in Norvegia. C&#8217;e&#8217; solo una spiegazione sul perche&#8217; questi musicisti pop hanno saputo resistere all&#8217;oblio del tempo e alla volubilita&#8217; dei gusti della gente: qualita&#8217; e originalita&#8217; della propria voce artistica.</p>
<p>Con questa riflessione, non si vuole certo accostare Danny ai mostri sacri della scena mondiale nominati prima. Il giovane svedese ha ancora molta strada da percorrere. Si vorrebbe soltanto far notare come le orme da lui seguite sono state gia&#8217; solcate da veri e propri giganti internazionali. &#8220;If Only You&#8221; , il primo singolo pubblicato da Danny, calzerebbe a perfezione la voce calda e piena di contrasti di un Morten Harket, in &#8220;Play It For The Girls&#8221;, il falsetto che ci viene proposto sembra degno del miglior Jimmy Sommerville, lo stesso dicasi di &#8220;I Need To Know&#8221; e &#8220;Set Your Body Free&#8221; mentre &#8220;Radio&#8221; presenta uno di quei ritornelli che si incollano al nostro cervello dopo solo un ascolto, come, se non meglio di un brano di Madonna. Nel piu&#8217; recente &#8220;Tonight&#8221;, scopriamo che l&#8217;euforia degli anni &#8217;80 e &#8217;90 e&#8217; ancora viva e pulsa nel beat frenetico del refrain centrale. Crisi economica? Tempi cupi, lacrime e sangue? Ma dove? Certo non nel mondo di Danny! Il sound si lascia invece contaminare di vaghi influssi americanoidi in &#8220;Never Gonna Take Us Down&#8221; e ancor di piu&#8217; in &#8220;In Love With A Lover&#8221; che in qualche modo sembra riecheggiare &#8211; ma senza scimmiottarlo &#8211; il &#8220;The Devil Wouldn&#8217;t Recognize You&#8221; dell&#8217;evergreen Madonna, re-interpretando, a nostro avviso, in modo originale i primi tre-quattro suggestivi accordi di quella canzone.</p>
<p>Ecco, questo e altro ancora e&#8217; Danny Saucedo, uno dei nuovi esponenti del pop svedese attuale. Ed e&#8217; proprio cosi&#8217; che ci piace presentarlo: come uno svedese doc, pur essendo figlio di immigrati. Non solo la sua musica ha tutti i canoni per rientrare nel filone d&#8217;oro della tradizione pop svedese, ma richiama anche, come quest&#8217;ultima del resto, quel mondo elettrizzante, fatto di ghiaccio sintetico, stroboscopica e tastiere a go-go, ormai perduto persino nei paesi da dove si e&#8217; diffuso. In Svezia, il pop e&#8217; ancora vivo e vegeto e gode di ottima salute. E prima di concludere, vorremmo anche aggiungere che proprio per questo motivo, forse Heidegger si sbagliava, e noi con lui, nel considerare i dettagli biografici di un autore come del tutto marginali e irrelevanti. Chi meglio di Danny, nato a Stoccolma e con Saucedo e Grzechowski nel cognome puo&#8217; incarnare lo &#8220;zeitgeist&#8221; della Svezia di oggigiorno, tollerante e aperta a tutte le culture? La sua affermazione ne e&#8217; la prova lampante e non e&#8217; forse un caso che il primo pezzo, composto dal cantante Tommy Nilsson, con cui un timidissimo Danny esordi davanti al pubblico svedese si chiamava: &#8220;Öppna Din Dörr&#8221;&#8230;</p>
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		<title>SVENSK JULMARKNAD &#8211; Mercatino natalizio svedese</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 13:25:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>The YESchool</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appunti]]></category>

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		<description><![CDATA[Inbjudan till Svensk Julmarkand i Monza &#8211; lördagen den 26 november 2011, klockan 12,00 &#8211; 18,00 som hålls i The YESchools lokaler: Piazza Garibaldi 6 &#8211; Monza (vid tribunalen). Vi erbjuder Er typiska och traditionella svenska varor som hör till våra jultraditioner, ljusstakar, Liljeholmens stearinnljus, bakverk och glögg, julgrans-dekorationer och annat som hör till. Intäkterna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Inbjudan till Svensk Julmarkand i Monza &#8211; lördagen den 26 november 2011, klockan 12,00 &#8211; 18,00 som hålls i The YESchools lokaler: Piazza Garibaldi 6 &#8211; Monza (vid tribunalen).<br />
Vi erbjuder Er typiska och traditionella svenska varor som hör till våra jultraditioner, ljusstakar, Liljeholmens stearinnljus, bakverk och glögg, julgrans-dekorationer och annat som hör till.<br />
Intäkterna går till Svenska Kyrkan i Milano.</p>
<p>Vi invitiamo al mercatino natalizio svedese che si terrà a Monza, sabato 26 novembre 2011 dalle ore 12,00 alle ore 18,00. Il mercatino avrà luogo nei locali di The YESchool, Piazza Garibadi 6 &#8211; Monza (nei pressi del tribunale). Offriamo tanti prodotti tipici svedesi che appartengono alle nostre tradizioni natalizie, tra cui candelabri, candele di Liljeholmen, dolcetti tipici fatti al forno e Glögg (vin brulé svedese), decorazioni natalizie e tanto altro. Gli introiti saranno devoluti in beneficenza alla Chiesa Svedese di Milano.</p>
<p>Vi hälsar alla hjärtligt välkomna!</p>
<p>Siete tutti benvenuti!</p>
<p>Svenka Kyrkan i Milano &#8211; The YESchool</p>
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		<title>Riconoscimento in Italia dei titoli accademici ottenuti in Svezia</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 18:30:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>soitex</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appunti]]></category>

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		<description><![CDATA[Salve, ho una domanda per gli svedesi dentro! sono interessato a prendere una specialistica in letteratura inglese a stoccolma, dopo una laurea triennale in lingue conseguita a Napoli. Vorrei sapere se però questo titolo poi mi vale anche in Italia, in vista, ad esempio, della possibilità di inserirmi nelle graduatorie per insegnare inglese nelle scuole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Salve,<br />
ho una domanda per gli svedesi dentro! sono interessato a prendere una specialistica in letteratura inglese a stoccolma, dopo una laurea triennale in lingue conseguita a Napoli. Vorrei sapere se però questo titolo poi mi vale anche in Italia, in vista, ad esempio, della possibilità di inserirmi nelle graduatorie per insegnare inglese nelle scuole superiori.</p>
<p>aspetto una vostra risposta! un saluto generale!</p>
]]></content:encoded>
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